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Segnaletica direzionale: 6 consigli per il tuo progetto di wayfinding

La progettazione di segnaletica direzionale può sembrare una tematica piuttosto semplice e a volte quasi scontata; eppure spesso, quando si ci trova per la prima volta in un grande edificio, succede di perdersi. A chi non è capitato almeno una volta di perdere l’orientamento camminando nonostante vicino fosse presente una grande quantità di segnali direzionali?

In queste situazioni, la soluzione alla quale si ricorre più facilmente è quella di domandare a chi ci sta accanto qualche indicazione, ignorando che una segnaletica direzionale ben studiata non dovrebbe invece lasciare alcun dubbio. E dunque veniamo a noi e cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche fondamentali per far sì che dei segnali di direzione siano funzionali ed efficaci.

Spesso, chi è chiamato a decidere come strutturare la segnaletica dà più importanza del dovuto all’aspetto creativo della comunicazione a discapito della chiarezza del messaggio. Se siete alle prese con la progettazione della vostra prossima segnaletica direzionale, bisogna, in primis, aver chiaro il concetto di wayfinding discusso ampiamente negli articoli precedenti di questo blog e dopo, scoprire in questo testo, i 6 passaggi fondamentali e le tecniche utili per il tuo prossimo progetto.

Segnaletica direzionale e wayfinding:
i punti fondamentali da rispettare

Sistema Sign Round in alluminio convesso.


1. Dividere le zone in base al pubblico target

Per iniziare, è bene dividere le zone in virtù del pubblico al quale ci rivolgiamo. Segmentare in base al target significa partire dalle singole caratteristiche ed esigenze degli ospiti coinvolti e prevedere quelli che saranno gli interventi risolutivi, affinché tutti siano in grado di muoversi correttamente nello spazio, raggiungendo i differenti punti utili.

Lavorare su aree diversificate, dedicate a ogni singolo target permetterà una prima importante razionalizzazione degli spazi che, accompagnati da una segnaletica mirata, renderà l’ambiente decisamente più fruibile.

Un tema sensibile in questo senso è la visibilità: se tra il nostro pubblico avremo dei bambini, necessariamente la segnaletica dovrà essere accessibile, sia in termini di simbolismo, sia in termini di altezza dei supporti chiamati ad indicare i percorsi corretti. I bambini, dunque, dovrebbero stare tutti insieme in una zona che risulti sicura e a norma per loro, ampiamente differenziata dal punto visivo rispetto alle aree dedicate agli altri ospiti. Avere uno spazio indistinto, creerà solo dispersione dell’attenzione e confusione.

Allo stesso modo, se ci rivolgeremo a esperti di business e professionisti sarà necessario dedicare un’area che preveda una comunicazione adatta e mirata, che rispecchi in tutto e per tutto le aspettative degli ospiti chiamati in causa. Insomma, analizzare il nostro target e organizzare in base ad esso lo spazio è davvero il punto di partenza per strutturare un sistema di segnaletica direzionale efficace e funzionale.

2. Essere creativi al punto giusto

Un altro aspetto da considerare e, soprattutto, da dosare è la creatività. Ciò che viene richiesto alla segnaletica direzionale è in primis semplicità e chiarezza. È bene infatti assicurarsi che i nomi dei diversi ambienti, sui cartelli, siano chiari e descrittivi rispetto a quello che offrono. I visitatori hanno esigenze determinate e nette, pertanto nonostante ci siano una miriade di termini cool per definire per esempio lo spazio giochi dove lasciare i propri figli, un adulto vuole solo essere certo di dirigersi nell’ambiente giusto, senza esitazione e senza perdita di tempo. Al bando i termini creativi, chiarezza e semplicità sono certamente le parole d’ordine.

3. Creare punti di riferimento

Proseguiamo con un altro passaggio essenziale. Per rendere lo spazio correttamente fruibile, è buona norma creare dei punti di riferimento. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni, quando diamo appuntamento ad un amico o a un collega di lavoro in uno spazio ampio, scegliamo sempre un punto riconoscibile a tutti per il ritrovo, una fontana, un’insegna particolare o altri elementi talmente distintivi che per nessuna cosa al mondo il nostro interlocutore potrebbe confondersi e sbagliare. Anche i progetti di wayfinding seguono questo criterio: uno spazio indistinto, ricco di stimoli e senza niente di dirompente, capace di risultare impattante nel nostro campo visivo, potrà creare confusione e senso di dispersione.

Se lavoriamo ad un progetto di segnaletica direzionale in un luogo che strutturalmente non possiede già elementi candidati a diventare punti di riferimento, dovremo crearli appositamente, utilizzando materiali ad hoc, come per esempio un totem particolarmente attenzionale, magari con una forma singolare, capace di imporsi nella visuale degli ospiti.

Un’altra alternativa è quella di agire creando attraverso l’arredamento delle zone di distacco, come un salotto ricreativo con funzione di accoglienza, abbigliato in modo impattante e capace di rimanere impresso nella mente dei visitatori.

4. Progettare un set di simboli, evitando l’eccessivo design

Progettare un set di simboli, evitando l’eccessivo design: un designer è sempre e irrefrenabilmente tentato di ripensare e riprogettare un cartello direzionale. È veramente la più frequente delle eventualità quella in cui un creativo interrompe un progetto grafico di wayfinding per aumentarne l’appeal estetico.

Eppure, l’obiettivo non è questo: l’aspetto dei segnali direzionali deve essere prima di tutto comprensibile. La chiarezza è la chiave di tutto. Nel corso degli ultimi anni, i simboli hanno guadagnato un’estrema rilevanza nella progettazione di segnaletica, disegni creativi, stili che si intrecciano fra minimale e classico.

Tutto questo è incredibilmente utile se consideriamo che il pubblico di destinazione spesso parla lingue differenti oppure non è affatto in grado di leggere. Usare pittogrammi universalmente riconosciuti è quindi un sistema ottimale e sintetico, che non lascia spazio a equivoci: un esempio sono i simboli ormai sdoganati che indicano servizi igienici, come l’icona dell’uomo e quella della donna corredata spesso dal simbolo indicante l’area fasciatoio, per cambiare i propri piccoli. Un altro esempio sono i simboli per i bidoni della spazzatura e per il riciclaggio.

Anche le scale hanno una propria icona, come i parcheggi per disabili, le aree riservate o vietate, le uscite di sicurezza e così via. Esistono numerose risorse e siti online, dove scaricare vettoriali per la propria segnaletica. Tuttavia, se possedete la vena creativa, può essere molto gratificante creare un pittogramma autonomamente, purché sia altrettanto chiaro. Se il progetto di segnaletica prevede l’uso di più simboli, non sottovalutate l’uso di un set di pittogrammi che diano coerenza all’immagine globale. Sarebbe di cattivo gusto e soprattutto caotico l’uso di simboli di diverso stile.

Nell’immagine seguente potrete notare come il set di pittogrammi di sinistra (su sfondo nero) sia leggermente diverso rispetto alla raccolta di destra (su sfondo bianco). Abbiamo voluto mettere a confronto due stili minimal che al primo sguardo possono sembrare uguali ma che in realtà possiedono un linguaggio differente. Fate, per esempio, caso alle curve stilizzate del secondo set. Anche questi dettagli impercettibili possono contribuire ad una lettura più o meno spontanea da parte degli ospiti.

5. Caratteri per segnaletica direzionale

Un ulteriore aspetto essenziale è costituito dai caratteri utilizzati per la segnaletica direzionale.
Partiamo dal presupposto che gli ospiti frettolosi vorranno leggere rapidamente il testo su un cartello, mentre entrano nel vostro edificio per la prima volta. Come potete immaginare, è fondamentale scegliere il tipo di carattere perfetto per i testi stampati sui segnali se si desidera ottimizzare l’esperienza di orientamento.

Tenete presente, che il font istituzionale della vostra azienda potrebbe non essere il carattere più efficace per il vostro progetto di segnaletica. C’è una ragione per cui il 75 % degli aeroporti del mondo utilizza caratteri come l’Helvetica, il Frutiger, il Verdana e il Futura. Come abbiamo già ripetuto, se si parla di indicazioni direzionali, la chiarezza è tutto. I caratteri Sans Serif, infatti, sono in cima alla piramide delle preferenze quando si tratta di insegne e segnaletiche direzionali. Sicuramente, la loro semplicità in fase di lettura permette un colpo d’occhio molto virtuoso, eppure tanti altri graphic designer e altrettanti produttori di font si ostinano a dare vita a fantasiosi stili poco comprensibili pronti ad essere applicati sulla vostra prossima segnaletica e a disturbarne l’efficacia.

Ecco qui l’elenco dei migliori font per segnaletica direzionale:

Helvetica

Frutiger 

Futura SH

Carbon family – gallery by behance.netpictograms by behance

Font per segnaletica wayfinding pro

Wayfinding Sans Pro

 

Din Pro – Linea Slide

6 . Dimensioni dei caratteri per la corretta visibilità della segnaletica

Per finire, come abbiamo accennato all’inizio, una caratteristica da considerare e ponderare attentamente è quella legata alle dimensioni dei caratteri, affinché siano in grado di garantire la corretta visibilità della segnaletica. Questo aspetto va valutato sotto diversi punti di vista, oltre infatti a considerare il target al quale si rivolge, la grandezza dei caratteri sui cartelli segnaletici varia in funzione della distanza dalla quale devono essere visibili e dal contesto. Ad esempio, un luogo con luce soffusa dovrà tener conto della ridotta luminosità e dunque prevedere lettere e simboli più grandi.

Entrando nel dettaglio delle dimensioni, possiamo affermare che la corretta proporzione, da intendersi come minima per garantire la leggibilità dei cartelli direzionali, è di 1 centimetro per 4 metri, ovvero un testo deve essere alto minimo 1 centimetro per essere visibile a 4 metri di distanza e così via se si considerano i multipli, cioè 10 centimetri per 40 metri di distanza. Andare oltre questa proporzione non può che portare beneficio in termini di chiarezza alla segnaletica, tuttavia anche attraverso i colori è possibile agevolare la lettura da parte degli ospiti.

 

La chiarezza è tutto, quindi: bando ad estri eccessivamente creativi. Siate razionali, previdenti e molto, molto concreti.

 

 

 

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